Cioccolata e FreelanceCamp

E’ passata una settimana. Solo una settimana? E già, sono passati solo 8 gg dal FreelanceCamp di Marina Romea.

Arrivo dopo tutti. Dopo i post, le foto, i tweet, gli hashtag, gli abbracci virtuali e reali, i sorrisi, le emozioni raccontate, le battute.

Si, dopo.

Perchè?  Perché me lo sono voluto proprio gustare l’effetto del FreelanceCamp.

In mezzo ai problemi familiari (che mi hanno costretta, fra l’altro, a scappare domenica così velocemente da non permettermi neppure di salutare) e agli impegni di lavoro, il FreelanceCamp per me è stato come una tazza di cioccolata. E bè sì, visto che sono astemia. Di quelle astemie gravi che devono prendere lo sciroppo per la tosse dei bambini perché quello per gli adulti ha troppo alcool (figuriamoci se riesco a bere un mojito ;)).

Cioccolata, quindi. Una tazza grande, piena, profumata, dolce.

Non ero lì per lavoro, almeno non quest’anno. Ero lì per ascoltare, imparare (non si finisce mai), scoprire. Ero lì per provare il piacere di incontrare la creatività, l’intelligenza, l’entusiasmo. La competenza e la professionalità. Ho partecipato con lo stesso spirito con cui mi regalo una mostra o la visita ad un museo.

Sì, mi sono fatta un regalo. Era tanto che non me ne facevo uno. Ed è stato bello.

Non voglio evidenziare nessuno degli interventi, tutti hanno avuto il loro valore, tutti mi sono piaciuti. Ognuno con la sua particolarità: c’è chi ha usato il giusto tono di voce, chi ha giganteggiato, chi è stato più sfumato, chi ha preferito puntare sulla simpatia, chi è riuscito a turbarmi, chi mi ha fatto sorridere, chi mi stupito (e non è facile).  E’ stato bello. Dolce. Come la cioccolata.

 

Speech e slides

Quando ho iniziato il mio speech ero emozionata e non mi capita spesso (slides, bibliografiavideo da YouTube). Poi ho preso coraggio e alla fine è andata. Grazie a tutti.

FreelanceCamp

 

 

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